scappare di domenica

https://youtu.be/882n-O-_1P0

ore 12.26. No,non mi sono appena svegliata. No,non ho appena fatto colazione. No,non sono in vena di avere rapporti con altre persone e quindi sono scappata di casa.

No,non è vero che sono scappata di casa,faccio solo finta e nel frattempo passo del tempo nell’unico posto del mio quartiere poco frequentato,che ancora mi permette di passare del tempo con me stessa e riflettere: il parcheggio della metropolitana. Arrivare in questo punto è come salire in cima ad una montagna e finalmente godersi il paesaggio sotto. Qui non c’è nessuno a romperti i coglioni perché l’unico elemento che qua sopra,a per mio,ha un’anima,è una specie di enorme muretto: quello si che ce l’ha,l’anima,se potesse parlare avrebbe più di 3000 storie diverse da raccontare,per quante cose sono accadute in questo luogo.

Questa mattina mi sono rifugiata qua perché, dopo aver passato una nottataccia,dopo essermi sorbita un’ora di messa e dopo aver capito che,per ora,non ho intenzione di rapportarmi con nessuno,ho deciso di passare del tempo da sola.

È terapeutico,sapete? Sono qui da sola,con il sole che mi scalda la pelle e un vento leggero che soffia,non c’è nessuno e gli unici rumori che mi tengono compagnia sono il treno che passa ogni tanto e il cinguettio degli uccellini. Nessuna voce umana,capite? Questo posto è un miracolo per le persone come me,questo è quello che viene definito “Silent Hill”.

Questo silent hill è l’unica destinazione che desidero raggiungere nei miei giorni bui,perché solo quando sono da sola e in silenzio riesco a non impazzire cercando di far prevalere il chiasso della città sui miei pensieri. Qua,invece, semplicemente accetto i miei pensieri, i miei dubbi, i miei dolori e i miei sentimenti e accetto di essere una persona destinata alla malinconia eterna. Qua mi va bene,qua non mi pesa.

Quando si ama

Quando si ama,si hanno due modalità di affrontare una relazione: o viene spontaneo mostrare quello che proviamo,oppure si resta bloccati per la paura di sbagliare. Io,purtroppo,faccio parte del secondo gruppo ed è un lato del mio carattere che vorrei cambiare all’istante. Io ho paura di sbagliare modi,gesti,parole,ho paura di non fare mai la cosa giusta e questo mi porta a una specie di paralisi davanti alla persona che amo. Il mio desiderio di rendere perfetto il lato amoroso della mia vita mi spinge a pensare prima di compiere qualsiasi azione: se litigo con il mio partner,ci impiego ore per spicciare una parola perché in quel lasso di tempo faccio a botte con le domande che mi sorgono in mente “e se,dicendo questa cosa,si innervosisse di più?”, “e ora che gli dico?ora cosa faccio?”. Sapete poi,puntualmente,cosa accade? Che spreco tempo ed è sempre troppo tardi quando cerco di riconciliare i pezzetti del vaso che si sono,nel frattempo,sparpagliati intorno a me:mi metto in trappola da sola e,quando accade,mi detesto.

Mi sento di dire,però,che la frustrazione maggiore si presenta quando,con le mie sole forze,non riesco a sollevare il suo umore. In quei momenti sento di aver fallito come compagna,perché quanto può essere fortunata una persona,se ne ha al suo fianco un’altra che non riesce a farla risalire dal suo abisso? E quanto posso valere io,se non impiego le mie forze per risanare questa condizione? Ma è il mio interrogarmi sempre e comunque che mi fa sentire inopportuna,incapace,inferiore,quando invece dovrei lasciarmi andare,soprattutto quando davanti a me ho la persona che amo e che mi richiede aiuto. Vorrei scusarmi spesso per questa cosa: scusa se,purtroppo,non mi dimostro forte,ma purtroppo non c’è via d’uscita quando non c’è nessuna Arianna che srotola il filo nel labirinto della mia mente. Perdonami se esito,ma è l’unica cosa che riesco a fare istintivamente,quando ho paura di sbagliare le parole.
Dovrei aver imparato quanto importante è il tempismo (quando si tratta di cooperare con l’altro),da quando,a causa dei miei errori,ho rischiato di veder persone svanire dalla mia vita. Invece mi blocco languida,non riesco
e mi chiedo se non parlo per paura,o se la mia paura è direttamente proporzionale al tempo che passo rimuginando sulla cosa più giusta da dire.

Quindi perdonami se non trovo le forze per sorreggere te,ma in quei momenti non ho neanche la voglia di sopportare me,così restiamo io e te senza essere più un noi..tu col tuo malumore e io con la mia paura,sospesi su quel filo impercettibile che è la tensione che si viene a creare tra i nostri corpi. Forse una posizione più dolorosa di quando ci si lascia.

Il mondo riflesso

Vieni a vedere il mondo attraverso gli occhi miei
e non troverai sgargianti colori
né luoghi rasserenanti

Bensì vedrai un mondo nuovo
dove regnano malinconia e sentimenti contrastanti
perché la mia essenza mi porta a questo.

Io non vedo mai le cose per come appaiono,
nella luce trovo sempre uno spiraglio di tenebra,
verso il mondo provo spesso disincanto.

Attraverso gli occhi miei è triste questa realtà,
ma potresti tentar l’impresa di renderla felice
mettendoti proprio dinanzi a me,tu,

così lo vedrei riflesso negli occhi tuoi,il mondo
e sarebbe più apprezzabile
con ogni mia certezza.

11/1072019.

Ma ogni ombra in fondo è anche figlia della luce e solo chi ha potuto sperimentare tenebra e luce,guerra e pace,ascesa e decadenza,può dire di avere veramente vissuto.

-Il mondo vissuto,di Stefan Zweig.

Tratto da “Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avenia.

Saper vivere

“Ma io,in realtà,so davvero cosa vuol dire vivere?” Strana domanda,vero? Si potrebbe pensare che vivere voglia dire respirare e guardare,pensare e magari dormire,ma questi sono solo strumenti utili alla nostra sopravvivenza. Chiedere a noi stessi se stiamo vivendo,vuol dire chiederci se l’esperienza di vita che stiamo portando avanti sia ricca di emozioni,se sentiamo di appartenere a questo mondo,non soltanto di esistere all’interno di esso. L’anno passato ho deciso così di stilare una lista di “regole per vivere”,nella quale mi sono cimentata nel raggruppare gli insegnamenti forniti da situazioni che,nel corso della vita,ho affrontato. Queste regole,ovviamente,non sono né oggettive,né indispensabili,in quanto sono un percorso che seguirò io personalmente per non incappare in qualche bivio già incontrato precedentemente.
Ad oggi posso affermare con certezza che alcune delle più importanti lezioni che ho appreso,sono “Ama te stesso” e “Datti tempo”. C’è ne è solo una che voglio profondamente condividere con voi,perché credo che possa donare molto a chi ne afferra il significato ed è “Mantieni la calma”. Questo è un detto versatile,può essere applicato a diversi contesti della vita: quando ci si irrita,quando si entra nel panico,quando si è nervosi e chi più ne ha,più ne metta. Io ne ho capito l’importanza proprio in questi giorni,quando mi sono resa conto che prendersela e farsi venire la gastrite non è proprio l’aspirazione della mia vita. Quando sento che qualcosa non va,che mi sto infastidendo,mi ripeto che non è un problema, che si risolve,o,più semplicemente,si va avanti. Ho passato molti giorni della mia vita immersa in un’armatura di odio e disprezzo che mascherava una non indifferente paura di non potercela fare,ma ora mi sono arresa al fatto che,volente o nolente,il percorso per formare il nostro spirito è fatto anche di momenti in cui si tocca terra,utili per prendere lo slancio e puntare verso il divenire. Quello che ora penso,quando davanti a me si presenta una situazione non prevista,è che in qualche modo ce la farò. Ho realizzato quanto sia importante rimanere focalizzati sul tragitto che si sta compiendo,sia per arrivare al traguardo,sia per notare quanto bello può essere il paesaggio intorno: il mio paesaggio mi ha donato tanta forza e tanta grinta che utilizzerò quando dovrò comprendere determinate cose che accadranno,nonostante lo sconforto che mi farà compagnia.

Vivere è il regalo più grande che ci è stato donato,è un presente nel presente che ci dimostra,ad ogni alba,che si va avanti a piccoli passi,poco alla volta. Spesso è il dono più difficile da scartare,ma quando si arriva al suo nucleo,alla sua essenza,allora si inizia ad apprezzare…allora inizia la bellezza del Vivere.

ma tu cammina…

Oggi non ho molto da scrivere,non sono molto ispirata,ma è il processo della vita,del resto non si può rinascere senza un prima nel quale ci si arresta,no? Oggi infatti io mi sento così:arrestata. Non è stata una gran bella giornata e quindi vi allego questa canzone perché io la sentivo spesso nelle mie giornate-no e l’ho sentita anche oggi. (Magari aiuterà un pochino anche voi ad andare avanti). Vi auguro una felice serata,magari ci risentiamo dopo…
…chissà che il mondo non mi ispiri di punto in bianco?!

Pelle di porcellana

Sono belle le persone che hanno la pelle di porcellana,
quelle che riescono ancora a riflettere i colori della vita,rosse quando arrossiscono,nere quando sono cupe,

quelle con i graffi che noti solo quando si avvicinano,
quelle che non si mostrano per altro,perché non sono trasparenti,ma lucide,chiare.

Sono belle le persone che hanno la pelle di porcellana,belle quanto fragili,perché ancora si spezzano per una mano senza stretta salda,per una parola fuori luogo o per un sogno spezzato. Sono anche forti,però,perché sono le stesse che non fanno rumore,ma che attirano l’attenzione dell’universo,del cielo e delle stelle,che ogni giorno muoiono per la voglia di scrutare all’interno di quell’involucro liscio che le persone portano come un’armatura.