intorpidito/in·tor·pi·dì·to/

aggettivo

  1. Privo di sensibilità, di mobilità.
  2. FIG.Privo di prontezza, di vivacità, di reattività.

Oggi,andando a lezione di danza mi sono resa conto di avere il braccio un po intorpidito.
Come il naso,perché la botta che ho preso mentre facevo yoga ancora si fa sentire,penso che dovrei andare a farlo controllare.
Ma c’è un motivo particolare grazie al quale,o a causa del quale,sono sotto le coperte di sabato sera,senza la voglia di muovere un muscolo se non quelli delle dita per spingere i tasti di questo dannato computer.
Ed è che mi sono accorta che la parte del mio corpo più intorpidita di tutte non è

il braccio,
il naso,
o il piede
o magari la gamba sinistra

ma è il cuore.
Sapete qual è il problema? che dopo tante botte non senti più neanche il dolore,è come se il corpo si fosse abituato. E così, purtroppo ,o per fortuna,funziona il mio cuore.
Vorrei sapere però perché è così anche quando vedo una costante svanire nel nulla,un pezzo della mia vita staccarsi dal puzzle che la compone. Senza quel tassello non sarà mai più completa. Eppure non riesco a percepire una differenza,una mano che mi smuova,un brivido che mi percuota,una forza così acuta da risvegliare i sensi.
Come faccio a vedere qualcosa di così vicino a me andare in frantumi e non pensare niente? Mi viene da credere che qui in mezzo sia io quella sbagliata,quella confusa,cieca,insensibile..
Quando mi guardo allo specchio rivedo nei miei occhi tutto quello che cerco di nascondere: mi è impossibile non notare la maschera che porto per occultare la mia vergogna,la mia paura. Quando sto sola mi è facile sospirare piano e crollare.. il difficile è non farlo avvertire a chi è nell’altra stanza e necessita che io sia forte,perché non può esserlo per due.
La parte dura è avere un mondo dentro da tirare fuori e doverlo ingoiare per lasciar spazio a quello di altri che riescono ad esprimere il loro dolore. Ma non è un problema,mi riesce bene perché io forse,a forza di reprimere,reprimere e reprimere,per davvero non provo più niente. O forse ho solo imparato a rimuovere,rimuovere e rimuovere per lasciare spazio ad altre cose.
Non so quello,che faccio,non so come lo faccio,so solo che accade e,a volte,mi sento terrbilmente in colpa, ma allo stesso tempo sento che è mio dovere non lasciarmi andare.

Quindi si,senza dubbi,senza menzogna,io sono intorpidita. Voglio continuare a pensare che sia una sorta di protezione del mio cuore,come per il corpo. Forse sta cercando di convincersi che sta bene? Allora lo capisco e lo ringrazio,ma ancora mi domando da cosa derivi questa assenza di sentimenti. Possibile che questo sottile strato di ghiaccio che si è creato intorno non si sia disintegrata in mille pezzi? Neanche quando la botta è stata talmente forte da far tremare i muri di casa mia?
Non sento niente,non sento niente
non sento i miei pensieri,non sento il mio cuore che batte,o forse lo sento troppo nel mio stomaco quando mi sdraio per fissare il soffitto e chiedermi se tutto questo ha un senso.. e allora me lo risento nella testa che batte forte come martello .. ed è,almeno questa, una cosa che riesco a sentire.

La calma del destino.

Oggi è 25 Settembre 2020.
E’ dal 14 agosto che non pubblico un articolo ma il mio pensiero non ha mai abbandonato questo blog,né il rumore dei tasti che vengono premuti mentre scrivo.
E’ stato un periodo veramente confuso per me,tra una settimana inizierò il primo anno di università: non è proprio la facoltà che avrei preferito frequentare,ma a causa del destino non ho avuto scelta. Del resto,quando si parla di destino,di questa forza così grande e intensa,serve a qualcosa imporsi? La vita va come deve andare,in questi giorni ho capito questo e mi è stato confermato dal mondo,da avvenimenti che mi sono sembrati casuali,ma che nel profondo si sono rivelati pregni di medesimi significati.

Dopo una settimana caratterizzata da ansia e preoccupazioni,mi è capitato,nell’arco di tre giorni,di ascoltare per “caso del destino” la Preghiera della Serenità,svariate volte. (che vi consiglio vivamente di leggere nei momenti di sconforto). Non è mai possibile avere il controllo su tutto,ma noi pretendiamo di farlo comunque e questo ci fa cadere in un loop formato da timore verso il futuro,agitazione e rabbia; se lasciassimo andare tutto quello che non possiamo cambiare,se ogni tanto prendessimo un grande respiro,fermi immobili ad ascoltare come il cuore batte forte quasi fino a scoppiare e poi si calma..quasi come cullato dal nostro calmarci..
riusciremmo ad avvertire quel peso sulle nostre spalle che piano piano si dissolve arrivando ad essere solo una piccola luce che sale ed illumina il nostro percorso: quella luce è il destino,la vita che ci sussurra che un risultato negativo non deve gravare troppo su di noi.

In un mondo che fa così tanto chiasso l’unica arma di difesa è essere il suo opposto. Da circa due settimane faccio la babysitter di una bambina che un giorno a settimana fa nuoto. Quando la accompagno e la guardo mi ricordo quanto adoravo,da piccola,fare lo stesso sport. Era bellissimo immergersi e avvertire come i tremila suoni legati all’ambiente circostante si offuscavano,lasciandomi immaginare di essere in un’altra dimensione dove volavo,e nella quale c’era solo il silenzio a tenermi compagnia.
Questa illusione risultava ancora più reale con gli occhi chiusi,la mia fantastica siepe (in riferimento a Leopardi),ma purtroppo dopo poco il corpo necessitava di ossigeno nuovo,quindi risalivo e ricominciavo la mia vita di sempre.

Quindi è così che va la vita,un po a caso,un po ci si deve far dirigere dal destino,un po bisogna non prendersela.

la partenza è malinconica (sul pullman)

È l’una e venti di notte,sono su questo bellissimo pullman da tre ore e ne mancano altre cinque. Non starò qui a dilungarmi su quanto mi piacciano le luci blu accese per consentire il riposo della gente e neanche su quanto detesti i rumori provenienti dallo schioccare delle labbra che si baciano,di due innamorati vicino a me; in realtà sono alquanto malinconica e, mentre mi auguro il meglio da questo viaggio che sto compiendo,non posso far altro che pensare al velo di tristezza che costantemente mi porto dietro. Ci sono cose che mi mancano,pensieri che non lasciano il mio cervello neanche quando sopraffatti dal rumore del motore; visioni che non si sfocano neanche quando guardo fuori il finestrino e noto milioni di luci lontane, paesaggi.. Forse avrei potuto migliorare qualcosa,ma tu sei li e mi chiedo per quanto ancora ripeterò questa frase prima di vederti andare via.. quante cose ancora non migliorerò prima di vederti andare via. Vorrei tanto avere quella forza che la spensieratezza ti dona,quell’essere invincibile di fronte a quelle che, per il mondo,sono paure tremende: vorrei riuscire a darti un bacio senza la paura che mi si attacchi sulla guancia rosso come uno schiaffo. Dicono che per ridere servano tantissimi muscoli,forse è per questo che un po faccio fatica a farlo.. ma se devo essere sincera mi manca anche questo. Riesco ad essere me al centopercento solo con te,forse perché sei tu il muscolo del mio corpo? forse mi dai la forza di essere, oppure sei solo più forte di me. Ma non importa tanto, perché quando la partenza è malinconica,quando non rido,quando ho paura,quando non riesco a migliorare..tu sei li,a un sedile di distanza.

Ciao!

Ciao,volevo dirvi che non mi hanno rapita gli alieni e neanche mi sono smarrita nel bosco.. ma dopo aver studiato per la maturità,mi sono messa a studiare per il test dell’Università e non lo avrei mai detto ma mi sta impegnando veramente molto tempo.. stasera credo di ritornare con un nuovo articolo.

See you soon!

Dopo un mese e due giorni (e a 10 giorni dalla maturità)

Scusate questa assenza e se mi rifaccio viva solo ora,ma sono stata impegnata nel fotografare le bellezze marine durante la mia crociera; ora sono tornata nella mia città e sono veramente molto triste,sia perché già mi manca l’esperienza meravigliosa che ho fatto…sia perché non c’è stata nessuna bellezza marina,tanto meno una crociera.

Ciò che i ha tenuta lontana dallo scrivere i miei articoli è semplicemente ciò che mi terrà lontana dal farlo anche nei giorni precedenti: LO STUDIO!!!!!!!!!!!!!! Già,indovinate chi è che,tra meno di un mese,ha una maturità che la sta stressando già dall’anno scorso? Proprio questa ragazza. Ma la cosa più divertente di tutte è che,all’inizio di quest’anno,vedevo la maturità come l’unico ostacolo che avrei dovuto superare durante questa fase della mia vita.. ahah ragazzina ingenua.
Ma non è proprio la maturità che mi sta stressando,non sono le sette materie che dovrò ripassarmi in 10 giorni perché i miei professori hanno deciso di continuare lezioni e interrogazioni fino al 5 Giugno,non è il pensiero di dover passare tempo infinito studiando cose che dimenticherò tra due mesi…il vero problema è tutto il resto.
Il vero problema è il mondo intorno a me che sembra così cupo e privo di speranza che molte volte mi vien da pensare che andare in letargo o il farmi congelare per qualche DECENNIO non sarebbe prooooooprio una cattiva idea.

Però una buona notizia c’è: dopo la maturità forse inizierò a lavorare! …già..questa era la buona notizia,quindi pensate a come sto messa… vabbè no dai scherzo quant’è bella l’indipendenza e i soldi e le giornate di caldo dove devi lavorare e i capi che son stronzi perché si e non hai più un attimo per te…no dai scherzo,in realtà sono molto emozionata e spero per il meglio.
Dopo avervi annoiata e avervi spiegato il motivo della mia passata e futura poca-presenza,vi saluto e vi auguro una Buona Notte,spero abbiate notato che oggi ho usato un tono più colloquiale rispetto a quello che utilizzo nei miei articoli “normali”,altrimenti vuol dire che scrivo di m**da sempre 🙂 .
A presto!

Diario di quarantena #1 (30/04/2020)

Lo ammetto,quando ho la possibilità di uscire preferisco fare l’asociale in casa,quando invece mi trovo costretta in una quarantena che sembra non finire mai,vorrei uscire e non tornare per giorni e giorni.
Mi sarebbe piaciuto molto andare almeno fare una chiacchiera con il mio ragazzo,nel giorno del mio compleanno,ma Lui,la Voce Suprema..ovvero Conte..ha detto NO.

Ok,non ribatto,del resto non è che possiamo rischiare proprio ora che la situazione sta piano piano migliorando,non ho neanche intenzione di mettermi a contestare qualcosa di cui capisco poco e che io avrei gestito sicuramente peggio.

Infatti non sono qui per lamentarmi,ma per tenervi un po di compagnia e dirvi come sta andando la mia reclusione (“ma che cosa mi frega”,direte voi..e vabbè io ve lo racconto comunque). Avevo già accennato al fatto che mi sto esercitando nel disegno,ma ultimamente ho scoperto anche un’altra cosa che mi piace fare…lo YOGA ragazzi.
Voi lo avete mai provato? Mi ci sono approcciata da poco e devo ancora integrarmi nei meccanismi che lo coinvolgono,studiare i diversi tipi di Yoga che esistono e allenarmi giornalmente per imparare le pose..ma non demorderò.
Sto cercando di tenermi il più impegnata possibile durante queste giornate e devo dire che i professori e i compiti che ci assegnano..mi stanno aiutando molto in questo!
Dal naturale rapporto di causa-effetto,sappiamo bene che tenere il ritmo può essere faticoso,a tratti irritante e che si rischi così di avere una giornata stra-piena e stancante,senza neanche uno spazietto da dedicare a se stessi,finendo così per essere nervosi.

La mia povera pancia risente già del nervosismo che accumulo durante il periodo scolastico,ma purtroppo in condizioni differenti non avrei potuto fare molto per evitarlo,quindi in queste giornate infinite ho ritenuto importante ritagliare del tempo per me e lo Yoga mi aiuta molto:
Dopo l’essermi allenata e verso le sette di sera,è un toccasana per rilassarmi e liberare la mente per un po.

4 giorni dopo:

Voi lo sapevate che l’Ashtanga Yoga non va praticato il sabato,nei giorni di luna piena e quando si hanno le mestruazioni? Questa è una delle altre cose che ho imparato dallo Yoga.

L’idea di una connessione profonda tra corpo e mente mi affascina,anche se è molto complicato e ha bisogno di molta concentrazione. Mi fa ridere il fatto che io abbia scelto di seguire la strada della tipologia di Yoga,a mio parere,più complessa,quando invece cercavo solo qualcosa per staccare la mente e rilassarmi come ad esempio la meditazione..ma anche questo fa parte del gioco! Mi diverto a fare più cose possibili,voglio essere presente con la mia mente e sentirmi bene con il mio corpo.

Vi auguro di passare una buona quarantena alla ricerca di voi stessi,

per favore,utilizzate la testa nei rapporti con gli altri,nella vita e in questo periodo a maggior ragione.

ti amo,ma alla Romana

Io ti amo
e sembra così facile da pronuncia’,ma è così difficile da di‘.
Ma come mai,so solo du parole
e se parli veloce pare quasi solo una.
Ma come mai poi fa così paura,
apri’ er core a quarcuno,
leva’ le protezioni,
mostra’ l’interiore de fori.

Io ti amo come amo mi madre quanno me dice che a pranzo m’ha fatto er mio piatto preferito,
io ti amo come me ama lei quanno me pensa e me lo prepara perché sa che me farà felice.

Io ti amo come quanno cammino sotto er sole d’estate e pe fortuna pe e strade c’ho i nasoni che me regalano n’po de fresco.

Io ti amo come quanno sto ar centro e sulla città tramonta,ti amo come amo quella sensazione de grandezza che m’avvorge.

Io ti amo come quanno vedo n’posto meraviglioso e me sento n’pace,come quando raggiungo n’obiettivo e me sento appagata.

Io ti amo come quanno dopo na giornata estenuante me posso finarmente butta’ sur letto mio.

Io ti amo come amo er profumo dei gelsomini; e giornate de primavera n’do finarmente levi er cappotto e te butti sur prato sotto er sole che te scarda.

Io ti amo come amano il Natale i regazzini,come amo er mare nei giorni in cui me sovrasta i pensieri; anda’ a mangia’ fori; fa’ na gita fori porta..

insomma,io ti amo
e ti amo come amo e cose belle,ma ti amo anche quanno noi non semo tanto na cosa bella perché litigamo
ma ti amo e ba’
e ‘ste du parole riassumono tutto.

Quando il tuo cervello esplode

Riflessione del 3/4/2020,in cui mi sento veramente triste.

C’è un momento nella tua vita nel quale non riconosci neanche te stesso.
E’ quando il tuo cervello esplode.
Può essere causato dall’ansia o da qualche situazione che ti pietrifica in un periodo davvero difficile,in un brutto modo di vedere la vita,in un orribile stato d’animo.
Nel tuo corpo nascono molti labirinti dai quali non riesci a scappare,non c’è via d’uscita,niente libertà,nessuna felicità;
labirinti con domande che il tuo corpo cerca di decodificare ma è troppo difficile. domande che ti paralizzano nel mezzo di un instabile filo che potrebbe rompersi in un secondo. Tu cerchi di fuggire prima della caduta,del botto,della sconfitta.
Ma non va in quel modo.
Tu provi ad attraversare tutti i labirinti senza respiro;sudando;spaventata;piangendo.
In quel momento puoi credere solo in te stessa e in quel momento non è abbastanza; hai le tue sole forze e non sono abbastanza.
Ma il peggio,posso assicurarvi,non è quando ti perdi,tanto meno quando provi a liberarti. Il momento peggiore è quando credi di aver trovato la fine del tunnel e poi,invece,questo tunnel è chiuso da un muro più alto di te,al quale vai a sbattere a tutta velocità,infrangendoti il cuore e i sogni.
Quello è il momento in cui ti esplode il cervello: quando ti ritrovi in un inferno che non puoi attraversare con nessuna guida. Niente connette più. Mente e corpo non collaborano e tu scoppi come una bomba,non importa per quale motivo,non deve essere razionale.
Rumore assordante di qualcosa che si rompe e non può essere riparato;
una granata che ormai non si ricostruisce;
e poi solo silenzio.

Non la quiete prima della tempesta,
ma quella dopo la tempesta: testimonianza che qualcosa è andato distrutto per sempre,che niente più è come prima,che non c’è più niente.

L’arrendersi.

La notte è uguale sempre 20/03/2020

La gente non esce più,se non per spese necessarie.
Non vi sono più giretti nel prato,non vi è più il caffè con gli amici,
è passato di moda il ritrovarsi al bar verso le 18,
addirittura non respiriamo più vicini,neanche alle persone con le quali scambiavamo segreti all’orecchio.

Non c’è più il pranzo fuori con la persona che amiamo e neanche quei baci che ci mandavano tanto in estasi; quelle carezze amorevoli;il guardarsi talmente da vicino negli occhi da riuscire a scorgere ogni venatura.

Ci avvolge un’aria surreale,di battaglia,di speranza,di paura e di coraggio e sarà presente nel mondo non si sa ancora per quanto..si..il mondo,quello che in questi giorni si sta sentendo più unito che mai,persone che danno prova che non esistono confini,non esistono barriere pronte a fermare l’amore,l’aiuto,il bene reciproco; gente che dimostra che,di fronte allo sconforto,al bisogno di sostegno,siamo tutti uguali.
I giorni sono totalmente diversi per tutti: le routine sono frantumate,le abitudini hanno lasciato il post al dover cimentarsi in imprese nuove volte ad impegnare più tempo possibile.

Abbiamo sempre visto tutti quanti la notte come un momento in cui l’uomo è trasportato in una dimensione dove esistono solo verità,maschere che cadono,sentimenti malinconici,qualche lacrima,i pensieri,i timori..ma per una volta si invertono i ruoli. Quella notte che molto spesso abbiamo maledetto,diventa colei che restituisce normalità alla vita che in questi giorni siamo chiamati ad affrontare: nelle serate di questo periodo non c’è niente di troppo diverso da quelle dei giorni precedenti; la stessa oscurità che continua a nascondere i lineamenti di città; le stesse strade che sono deserte come sempre;poca gente in giro,ma perché arriva una certa ora in cui si torna a casa e quindi possiamo far finta che sia successo anche in questi giorni..non è vero che la gente è rinchiusa in casa e vorrebbe evadere,è che son tutti tornati al suo interno a rilassarsi,a ripararsi.
Al crepuscolo i negozi si son chiusi e ora che il buio nasconde il sole,ci vien naturale pensare di vedere serrande abbassate perché sono state aperte tutto il giorno.

La notte,per una volta,restituisce normalità,fa sembrare che non sia mutato niente,che la realtà non sia che una successione di azioni che si ripetono,ancora,di nuovo,e che si sono ripetute anche oggi. Per questa occasione,è il giorno che ci fa sentire un po soli,timorosi; ci fa sentire la mancanza di molte cose; ci fa notare come,a volte,possa essere spietato anche lui ed estraniarci dalla vita,quella vera.

Nelle ore notturne,finalmente,ci si può sentire un tutt’uno con il mondo,non solo con i pensieri.

La “quarantena” è noiosa? anche no

13 Marzo 2020,siamo al quarto giorno di quarantena e mentre il 90% delle persone vicine a me si disperano,si lamentano della noia,di non sapere come impegnare il tempo,a me questo tempo sta servendo più di quanto potessi immaginare.
Ammetto di non essere super contenta della situazione che sta sconvolgendo il mondo: nonostante a me piaccia molto stare a casa per conto mio,mi manca passare un pomeriggio fuori al parco,il mio ragazzo e qualche mia amica,ma non si ferma tutto qua..
Infatti in questi giorni (so che sembra esagerato) ho avuto modo di scoprire sfaccettature di me non nascoste,ma che non pensavo neanche di avere!
Mi sono convinta a leggere un libro sulla fisica nonostante io abbia un 6 scarso a scuola e ho capito che ciò che mi spinge a leggere,oltre le emozioni,il pathos,l’immaginazione che corre e il rifugiarmi in un mondo a parte, è proprio la curiosità del conoscere,il voler scoprire cose che poi cammineranno con me nel viaggio della vita.
Questo è un lato di me che adoro. Vedo miei coetanei fomentarsi per cose senza valore,emozionarsi per un qualcosa che non appartiene a loro e non li arricchisce,essere sul pezzo solo quando il contesto è al di fuori delle cose importanti. Non voglio posizionarmi su un piedistallo e affermare di essere migliore di loro,non lo sono certamente,ma non capisco come facciano a ritenersi completi quando intorno a loro non stanno costruendo barriere solide grazie,magari,alla cultura e alla speranza che un giorno riusciranno a trovarsi un lavoro dignitoso. Ma non voglio immischiarmi in ciò che non mi riguarda..
La mia curiosità mi ha portata anche a prendere in mano pennelli e matite per vedere cosa sarebbe potuto uscir fuori e devo dire che dei risultati sono veramente soddisfatta: credevo non sarei mai riuscita disegnare neanche in modo decente,ma grazie ad alcuni tutorial e,appunto,alla mia curiosità,nei miei disegni ho riscontrato miglioramenti enormi. Il naso che prima erano due puntini neri in un punto indefinito di una faccia senza lineamenti è divenuto una forma distinguibile con sfumature e chiaroscuri e di questo sono molto soddisfatta (vi allego una foto).

In poche parole,questo papiro è per dimostrarvi che non sempre la solitudine è negativa,anzi,quasi mai. Non rendete vani questi giorni,cercate di sfruttarli per lavorare su voi stessi,sui vostri lati nascosti,scopritevi,cimentatevi in qualcosa che non avete mai fatto,come ho fatto io con il disegno,non sono diventata Michelangelo,ma ho aggiunto un tassello in più alla mia vita. La solitudine molto spesso è importante perché ci offre consapevolezza di noi stessi,perché molte volte capita che neanche un soggetto si conosca profondamente e si riconosca nel mondo.
Imparate a stare bene con voi stessi,capite i vostri istinti,le vostre voglie,le vostre mancanze e i metodi migliori per colmarle in modo da risultare interi. Cambiate la vostra visione delle circostanze focalizzandovi su pensieri il più possibile positivi perché prima o poi ogni cosa si rimetterà al suo posto.
Ricordate che il nostro stato d’animo è molto influenzato dalla nostra personalità,dai nostri pensieri,dal nostro reagire o non reagire,dipende da noi.
Sfruttate,sfruttate,sfruttate e non sprecate,vivete e non fate solo passare tempo,rendete vostro ogni attimo,allontanatevi da quello che non aggiunge benessere alla vita,quando è possibile.
Rimodellate lo spazio intorno a voi,in questi giorni e anche voi stessi. Approfittatene per stare con i vostri cari,fatevi forza l’un l’altro..arriverà un tempo in cui il tempo non sarà più sufficiente.